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La cravatta sartoriale: quando la seta diventa arte

Come riconoscere una cravatta sartoriale da una di produzione in serie?

Una guida pratica all’acquisto consapevole: il riconoscimento degli elementi inequivocabili che caratterizzano una cravatta fatta a mano.

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Le mode cambiano, ma un elemento resta un vero e proprio caposaldo dell’abbigliamento maschile di classe: la cravatta.

Ci sono, però, cravatte e cravatte…

La cravatta artigianale, in particolare quella italiana, è interprete di una tradizione sartoriale antica. La sua principale caratteristica è la lavorazione a mano: ogni pezzo infatti viene tagliato e lavorato manualmente da sarti specializzati.

Per creare una cravatta sartoriale occorre l’intervento di almeno tre mani esperte: quella del tagliatore, quella del cucitore e quella dell’orlatore.

Ma come si fa a riconoscere una cravatta fatta a mano?

Ci sono alcuni elementi inequivocabili, e al tempo stesso non facilmente individuabili o percettibili, per riconoscere una cravatta di produzione artigianale.

Impariamo a conoscerli e a riconoscerli: scopriremo un mondo finora sconosciuto, ricco di affascinanti procedure e termini tecnici mai sentiti prima.

La lavorazione: tagli, dettagli…e maestria

Una cravatta sartoriale è disegnata e tagliata rigorosamente a mano.

Il disegno è inizialmente incentrato sulla punta della cravatta, così che la stessa risulti tagliata e lavorata in perfetto sbieco.

Il taglio è effettuato a mano con dime, gessetti e forbici; l’assemblamento delle parti, con ago e filo: è un lavoro meticoloso e paziente.

Alcuni strumenti del mestiere per realizzare cravatte sartoriali

Una cravatta tagliata in sbieco non torce e, questo risultato di pregio, non casuale, fa sì che alla prova sospensione la cravatta resti sempre perfettamente a piombo, senza ruotare o piegare su se stessa sul suo asse verticale.

Una cravatta artigianale viene tenuta chiusa da un unico filo di cucitura, intero e continuo. Questo filo non ha alcun nodo: parte, infatti, dalla travettatura della coda e arriva direttamente alla pala!


Leggi anche: Anatomia della cravatta


La cravatta artigianale perfetta presenta lo scorrevole (slip-stitch, in inglese), ossia un avanzo di filo di cucitura lasciato libero, che assume alla vista l’aspetto di un anello o di un filo pendulo di cotone. Si trova sul retro del codino, solitamente semi-nascosto dietro il risvolto del tessuto.

Cravatta sartoriale | Dettaglio manifattura

Lo scorrevole ha la funzione di garantire elasticità alla cravatta, di compensare i suoi assestamenti nel tempo e di fare sì che il filo continuo non si spezzi.

L’uso quotidiano di una cravatta genera stati tensionali interni che si dissipano sulla cucitura: lo scorrevole scarica questi sforzi tramite il suo lento richiamo all’interno dei tessuti, riducendosi sempre più, fino a scomparire del tutto.

Altro indizio inequivocabile di creazione a mano di una cravatta è la chiusura invisibile dei travetti, realizzata attraverso il punto a smerlo.

Un’altra delle caratteristiche che distingue una cravatta sartoriale è l’utilizzo di un’anima interna di pregio.

A tal proposito si scelgono accuratamente solo anime composte da un’alta percentuale di lana. In questo modo si conferisce al tessuto una grande resistenza e, al tempo stesso, elasticità, proteggendo dall’usura le parti che subiscono maggiori sollecitazioni e usura, come quella del collo e quella del nodo.

I materiali: seta, innanzitutto

Il tessuto da utilizzare per la creazione di una cravatta sartoriale, principalmente la seta, dev’essere scelto tra quelli di maggior pregio.

Cravatta sartoriale in seta

Le sete più raffinate sul mercato provengono dalle seterie comasche, dove negli anni ’80 è stato allestito anche il Museo didattico della Seta di Como.

I materiali impiegati per realizzare cravatte artigianali sono tutti naturali, non subiscono trattamenti chimici nocivi per la salute.

In alternativa alla seta già da diversi anni si vedono nobili cravatte anche in lana, cotone, lino o cachemire.

La ricerca stilistica: nulla è lasciato al caso

Il segreto della moda sta nel percepire i cambiamenti in atto e tradurli in capi d’abbigliamento, colori e tinte, effetti particolari e nuance.

La ricerca stilistica per la realizzazione di un capo d’abbigliamento pregiato, quale può essere una cravatta sartoriale, dev’essere attuata con estro e passione, coniugando tradizione e creatività, originalità e classicità.

La mano: questione di esperienza (e sensibilità)

La mano di una cravatta, ovvero l’impressione tattile avvertita quando se ne tocca una per apprezzarne il materiale, il peso, la consistenza, la vaporosità, rientra nella sfera dei requisiti di una cravatta misurabili soltanto dagli addetti ai lavori.

Con un pò di esercizio, e lasciando libero lo spazio ai sensi, si può imparare a valutare la mano di una cravatta.

Vediamo come si fa, anzi, più corretto dire, vediamo qual’è l’atteggiamento più appropriato da tenere per imparare ad apprezzare la mano di una cravatta: affidatevi ciecamente alla sensazione percepita accarezzando e maneggiando una cravatta e lasciatevi guidare dai primi istinti…non v’è altro modo!

Una cravatta sartoriale in seta deve dare sensazioni deliziose al tatto, deve dare un’impressione carezzevole e compatta, come un’epidermide.

La cosiddetta mano morbida di una cravatta, invece, al tatto risulta confortevole, rassicurante e calda come una cravatta in lana…difficile sbagliarsi!

Cravatta fatta a mano in lana mano morbida

Che sia in seta, lana, così come nei tanti tessuti di cui recentemente si sta facendo uso, una cravatta di pregio deve regalare sempre una piacevole esperienza dei sensi.

Il prezzo: difficilmente è economica

Il prezzo di una cravatta sartoriale può essere un elemento che distingue una cravatta sartoriale da una di produzione in serie.

In generale una cravatta artigianale difficilmente apparterrà ad una fascia bassa. Le ragioni sono da ritrovarsi proprio nella elaborata procedura di lavorazione a mano fin qui raccontata.


Una cravatta di lavorazione sartoriale è un prodotto pensato, realizzato con amore, discrezione, partecipazione.

Domenico Malangone, DM Ties

La cravatta sartoriale: quando la seta diventa arte ultima modifica: 2017-01-07T23:49:49+00:00 da Gabriella Fiore
Gabriella Fiore

The author Gabriella Fiore

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